Ho iniziato a cucinare per necessità. Dopo troppi insuccessi, mi sono iscritta a dei corsi. Oggi cucino con grande soddisfazione. E' un modo per dare amore alla mia famiglia ed ai miei ospiti. Ho creato questo spazio virtuale, senza pretese, come quaderno personale di ricette e pasticciamenti vari. Tutti on-line, poiché per me il cibo e la cucina sono principalmente condivisione.
sabato 10 novembre 2012
Balsamo labbra di Lola.
Ho confezionato questo balsamo per labbra, utilizzando la ricetta di Lola. E' un pronto soccorso per labbra screpolate.
Fase grassa:
cera d'api vergine non sbiancata 20.00
olio di riso 45.00
tocoferile acetato 10.00 (o sostituisci metà della dose di tocoferile con tocoferolo, il resto fai olio normale)
Fase acquosa:
glicerina 5.00
miele d'acacia 20.00
Scaldare le due fasi separatamente. A scioglimento della cera, iniziare a frullare con un aerolatte o mescolare fino a completo raffreddamento (ci vuole quasi mezz'ora) se non lo si fa si rischia che le fasi si separino. Quando inizia a diventare un po' denso ed è tiepido (non freddo) aggiungere 5 gocce di OE di arancio dolce. Tocca lavorare con quantità non piccolissime perché altrimenti non si riesce ad emulsionare. Fatene minimo 50g.
Io sono riuscita a lavorare metà dose, grazie ad un contenitore a forma a tronco di cono.
L'ho testato sia su di me che su mio figlio. Sono molto contenta. Grazie, Lola.
domenica 4 novembre 2012
Pan di Spagna senza lievito.
In precedenza ho postato la ricetta del Pan di Spagna con il lievito chimico.
Questa volta posto una ricetta trovata sul blog Trattoria da Martina, che ormai è fonte di ispirazione quotidiana.
Lei propone un Pan di Spagna in cui si montano le uova intere con lo zucchero. L'idea di sporcare meno tegami del solito mi ha spinta a provare. Come potete constatare l'esecuzione della ricetta è andata alla grande! Ben 5 centimetri di altezza, per 7 uova di impasto, in una tortiera da 28 cm.
Le regole secondo la ricetta di Martina, che ritengo essenziali, oltre a montare le uova a temperatura ambiente ed intere, sono queste:
A- Ingredienti base
(per un PdS molto soffice, ma non adatto ad essere bagnato e farcito con creme liquide)1 uovo medio
30g di farina
30g di zucchero semolato
grattatura di limone
semi di bacca di vaniglia o vanillina
B- Ingredienti per un PdS da farcire e bagnare (che è quello che ho fatto io)
1 uovo medio
40g* di farina
40g* di zucchero semolato
grattatura di limone
semi di bacca di vaniglia o vanillina
(*potete arrivare anche a 50g per avere un PdS più sostenuto ancora, ma io lo preferisco meno sostenuto)
Per il resto la tecnica è la stessa di tutti i Pan di Spagna.
Ricapitolando: ho utilizzato la ricetta B, moltiplicandola per 7 uova.
Così ieri sera, dopo averlo fatto raffreddare, l'ho farcito. Per prima cosa ho tagliato gli strati e li ho inumiditi leggermente a mano a mano che stendevo le creme, con una bagna di succo di frutta alla pesca e acqua.
All'interno ho steso due strati di ganache al cioccolato fondente ed uno centrale di crema chantilly.
giovedì 1 novembre 2012
Torta di mele senza latticini
Oggi ho fatto questa torta di mele per la mia amica Claudia che, per un po' non potrà mangiare latticini.
Ho cercato un po' in rete e sono stata incuriosita tantissimo da questa frolla senza burro. Il ripieno l'ho impostato al momento e devo dire che è molto buono.
A metà mattina ho avvisato Claudia che nel pomeriggio avrebbe dovuto fare da cavia, per testare una nuova creazione di Violetta's Kitchen. Solo dopo il suo ok, l'avrei messa in rete.
Arrivata a casa sua aveva già preparato il tea. Scattate un paio di foto di rito all'interno della torta ed alla fetta, ci siamo messe a tavola.
Per prima cosa abbiamo testato la consistenza della frolla, il profumo. Poi è arrivato il momento di assaporare. Le ho detto che avrebbe dovuto usare le papille gustative come uno scanner. Mentre masticava il primo boccone, le elencavo gli ingredienti, per sapere se erano percettibili e lei annuiva con gli occhi a mezz'asta per il godimento. Prova assaggio superata alla grande. Quindi, sono orgogliosa di presentarvi questa torta di mele, senza burro e latte.
Ingredienti per la frolla:
200 gr. di farina 0
2 tuorli
50 gr. di zucchero semolato fine
40 gr. di olio di girasole
80 gr. di acqua
Pesare e setacciare la farina e metterla in una ciotola grande.
A parte pesare l'acqua, pesare lo zucchero e mescolarli insieme.
Scaldate questa miscela nel microonde e poi aggiungere l'olio di girasole. Mescolare bene.
Versare sulla farina. Incorporare leggermente.
Unire i due tuorli e mescolare molto velocemente, fino ad ottenere una massa omogenea facile da lavorare.
Stendere l'impasto con il mattarello e rivestire una tortiera del diametro di 24 cm.
Sistemare l'impasto in modo da farlo aderire bene. Livellare il bordo.
Ingredienti per il ripieno di mele:
4 mele Royal Gala di medie dimensioni
2 cucchiai di marmellata di pesche
2 cucchiai di Rhum
1 uovo
50 gr. di zucchero
50 gr. di farina
6 cucchiai di latte di soia vanigliato
mezzo cucchiaino di lievito chimico per dolci
scorza grattugiata di un limone
Mondare e tagliare a dadini 4 mele.
Il Rhum che uso io per i dolci è questo.
Metterli in una padella con la marmellata di pesche, il Rhum e scorza di un limone, mescolare e cuocere a fuoco medio per 15 minuti.
A parte in una ciotola mescolate un uovo, con la farina, il latte di soia, il lievito e lo zucchero. L'impasto dovrà risultare vellutato e poco consistente.
Intiepidite le mele, incorporatele a questa pastella e riempite la tortiera.
Con la finta frolla rimasta, formare dei lunghi cilindri e fare delle onde.
Cuocere in forno caldo a 180° C per 45 minuti.
Yummy!!!
domenica 21 ottobre 2012
Salamina da sugo.
Ieri sono andata a trovare dei parenti a Ferrara e ovviamente mi sono comprata l'insaccato tipico di Ferrara e provincia. La salamina da Sugo, è la vera regina della tavola dei ferraresi.
Perciò se visiterete Ferrara, andate in un negozio o macelleria che abbia prodotti tipici e compratela.
Un volta portata a casa, ho spazzolato al meglio le incrostazioni della stagionatura. Dopo di che si lega lo spago ad un cucchiaio di legno, in modo che non tocchi il fondo della pentola e la si lascia a bagno in acqua fredda per una notte.
Qui si vede subito se la Salamina da sugo ha delle anomalie: se il prodotto è sano, questo piomba giù, se il prodotto rimane a galla, ha dei problemi. Questa è una fase indispensabile. Constatato l'idoneità del prodotto, bisogna lasciare la Salamina da Sugo a bagno per 8/10 ore.
Trascorso questo tempo, si getta l'acqua. Così alle 10 di questa mattina ho preso la pentola a pressione per cucinarla. Si mette tanta acqua fredda da coprire la Salamina. C'è chi la avvolge in un canovaccio di tela sottile, chi la chiude in un sacchetto di carta per cuocere senza grassi, con all'interno Salmina e un bicchiere di vino rosso corposo.
Io la cuocio lasciandola a sé stessa e non mi si è mai rotta.
Dopo 2 ore di cottura a pentola a pressione o 4 ore di pentola tradizionale, la si toglie dal liquido di cottura e la si appoggia dritta su un piatto.
La si scoperchia in cima. All'improvviso si sprigiona l'odore intenso e fragrante che solo la Salamina da sugo può regalare.
Un mix di sapori forti, non per tutti i palati.
Viene servita in modo classico con un purè di patate. Il tutto molto caldo.
La Salamina da sugo la si può mangiare anche cruda con fichi o melone, cotta affettata e fredda.
domenica 14 ottobre 2012
Treccia Bertelli per la colazione.
Questo lievitato dolce è veramente molto buono. Mi ricorda molto dei dolcetti che la mia mamma comprava in pasticceria, per poi darmeli da portare a scuola per la merenda di metà mattina.
Si chiama treccia Bertelli perché è la ricetta della omonima e nota pasticceria di Trento che appunto si chiama Pasticceria Bertelli.
Con questo impasto di cui ho raddoppiato le dosi, ho preparato le due classiche trecce e delle mini pagnottine.
Di solito la prima treccia la divoriamo in giornata, la seconda la porziono per le colazioni. Mentre le mini pagnottine, una volta cotte le congelo per le merende di metà mattina di mio figlio.
Infatti la sera, prima di andare a dormire, prendo dal freezer una pagnottina e la appoggio su un tovagliolo di stoffa e la copro con una tazza. Al mattino la riprendo scongelata e morbida.
Ecco l'unico difetto che ha questo impasto è che tende a seccarsi velocemente esposto all'aria.
Ma passiamo subito alla ricetta.
Ingredienti:
500 gr di farina (400 Manitoba + 100 gr. farina 0)
25 g. lievito fresco
2 tuorli
100 gr. zucchero semolato fine
75 gr. burro fuso
100 ml acqua tiepida
100 ml latte
1 cucchiaino di sale fino
Setacciare la farina e metterla nell'impastatrice.
Aggiungere il lievito sciolto in 100 ml di latte tiepido.
Sciogliere lo zucchero in100 ml di acqua tiepida.
Aggiungere questi due liquidi ed avviare l'impastatrice. Intanto mettere il sale.
Aggiungere i 2 tuorli e metà del burro fuso.
Impastare bene ed aggiungere il rimanente burro fuso.
Impastare nuovamente fino ad ottenere un impasto piuttosto morbido, come il lobo dell'orecchio.
Mettere l'impasto in un recipiente infarinato, coprire bene e far lievitare.
L'impasto deve triplicare.
Impastare nuovamente aggiungendo, se necessario, 1-2 cucchiai di farina.
Dividere l'impasto in 6 pezzi e formare le 2 trecce.
Disporre le trecce sulla placca del forno ricoperta di carta forno e spennellare con l'albume o un tuorlo o latte.
Far lievitare per un'altra ora, quindi cospargere le trecce con un po' di zucchero di canna, oppure dello zucchero in granella.
Infornare in forno già caldo a 180° per circa15-20 minuti.
Eccole. Profumatissime e morbide.
Qui invece le pagnottine per la merenda.
Anche dopo un bel morso, la pagnottina rimane soffice.
sabato 22 settembre 2012
Risotto ai funghi porcini.
Adoro cucinare i risotti, chi frequenta la mia casa lo sa e spesso, quando la stagione si rinfresca, preparo almeno un risotto alla settimana. Questa ricetta potrei tranquillamente intitolarla "Risotto amore mio". Il riso è versatile, infatti lo si può cucinare sia dolce che salato, sia bollito che in frittelle. Se stilassi una classifica, direi proprio che è il piatto che mi riesce meglio.
Gli esperti ne lodano le proprietà nutritive e gli chef si mettono alla prova con ricette raffinate ed insolite.
Durante le appena concluse vacanze, non mi sono mai fatta mancare l'insalata di riso. Già...l'insalata di riso. Piatto da spiaggia tipico degli anni settanta, quando andavo al mare con nonna, e poi degli anni ottanta, via con mamma. Ora mi ritrovoa cucinarlo, come compagno di vacanze, al mare, al fiume.
La scorsa settimana, mentre ero a fare la spesa sono incappata in un barattolone di funghi secchi magnifici. Grandi e di qualità. Ovviamente non me li sono lasciati sfuggire. con una parte di essi ho cucinato il risotto che vi sto per illustrare. Questo risotto ai funghi porcini è uno spartiacque tra la fine dell'estate e l'inizio autunno. Potrei considerarlo il piatto del rientro. Una pietanza che gustata calda e con il sapore del bosco, ti introduce e ti accompagna nella stagione fredda.
Ingredienti x 3 persone affamate ^_^:
40 grammi di porcini secchi (ma anche di più se li amate)
uno scalogno (io ho aggiunto anche una mezza carota per dare colore)
300 grammi di riso (io ho usato il vialone nano)
4 cucchiai di olio e.v.o.
vino bianco secco
brodo bollente
burro e parmigiano per mantecare
sale, se necessario
Si mettono i funghi secchi in ammollo in acqua tiepida per un paio d'ore. Poi però se avete dei funghi tagliati n modo molto sottile, immergeteli per meno tempo.
Mettere a soffriggere lo scalogno tritato in olio.
Aggiungere i funghi risciaquati e tagliati grossolanamente.
Mescolare e aggiungere il riso, farlo tostare e sfumare con il vino.
Coprire con brodo caldo e mescolare regolarmente.
Portare a cottura il riso, aggiungendo se necessario altro brodo ben caldo.
Mantecare fuori dal fuoco con burro e parmigiano.
Qualche accogimento. Per verificare che il risotto abbia raggiunto la giusta consistenza, muovendo la casseruola, deve formare un'onda. Poi durante la cottura, il riso non deve mai perdere il bollore, altrimenti l'amido renderà il tutto un composto colloso.
Con questa ricetta partecipo al contest di Vaniglia zenzero e cannella.
Qualche accogimento. Per verificare che il risotto abbia raggiunto la giusta consistenza, muovendo la casseruola, deve formare un'onda. Poi durante la cottura, il riso non deve mai perdere il bollore, altrimenti l'amido renderà il tutto un composto colloso.
Con questa ricetta partecipo al contest di Vaniglia zenzero e cannella.
domenica 16 settembre 2012
Panini semidolci alla zucca.
Dovete sapere che sono ormai 10 anni che mia nonna, ogni mattina con qualsiasi tempo, parte da casa e va al cimitero a trovare suo marito, mio nonno. Durante il tragitto, lungo poco più di un chilometro, il caso vuole che questa dolce ed arzilla vecchietta, costeggi l'area dedicata agli orti dei pensionati.
Ogni giorno, dal momento che questi orti sono frequentati da persone del paese, che lei conosce benissimo, soprattutto d'estate, le vengono regalati ortaggi buonissimi. C'è stato il momento dell'insalata: insalata a pranzo e a cena. Ora però, ha trovato un nuovo pusher...quello delle zucche!! Wow, non vi dico come ne siamo felici.
Un giorno a pranzo, prima che io sapessi di questo suo nuovo "fornitore", mia nonna mi dice di avere della polpa di zucca già cotta. Chiedo se me ne può dare un po' perché avrei intenzione di fare i panini alla zucca. Come il mago Casanova, la nonna torna dal cucinotto con una scatola contenete un chilo di polpa meravigliosa.
Ed è con quella polpa che ho fatto questi panini deliziosi.
Ingredienti:
400g di polpa di zucca già cotta e pulita
400g di farina 00
200g di farina manitoba
50g di burro morbido a pezzi
50 ml di latte tiepido
3 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
15g di lievito di birra
Sciogliamo il lievito nell'acqua insieme ad un cucchiaino di zucchero.
Versiamlo sulla farina e mescoliamo.
Aggiungiamo la polpa di zucca, il burro e lo zucchero rimanente ed il sale.
Impastiamo per circa 10 minuti. Finché non si sarà formata una palla liscia e soda.
Ogni giorno, dal momento che questi orti sono frequentati da persone del paese, che lei conosce benissimo, soprattutto d'estate, le vengono regalati ortaggi buonissimi. C'è stato il momento dell'insalata: insalata a pranzo e a cena. Ora però, ha trovato un nuovo pusher...quello delle zucche!! Wow, non vi dico come ne siamo felici.
Un giorno a pranzo, prima che io sapessi di questo suo nuovo "fornitore", mia nonna mi dice di avere della polpa di zucca già cotta. Chiedo se me ne può dare un po' perché avrei intenzione di fare i panini alla zucca. Come il mago Casanova, la nonna torna dal cucinotto con una scatola contenete un chilo di polpa meravigliosa.
Ed è con quella polpa che ho fatto questi panini deliziosi.
Ingredienti:
400g di polpa di zucca già cotta e pulita
400g di farina 00
200g di farina manitoba
50g di burro morbido a pezzi
50 ml di latte tiepido
3 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
15g di lievito di birra
Sciogliamo il lievito nell'acqua insieme ad un cucchiaino di zucchero.
Versiamlo sulla farina e mescoliamo.
Aggiungiamo la polpa di zucca, il burro e lo zucchero rimanente ed il sale.
Impastiamo per circa 10 minuti. Finché non si sarà formata una palla liscia e soda.
Trasferiamola in una terrina, copriamola e la lasciamo lievitare fino al raddoppio (circa 2 ore). Interrompiamo la lievitazione e dividiamo la palla in 13 pezzi.
Con 12 facciamo delle palline mentre con una facciamo i piccioli delle mini zucche
Con un dito, facciamo un profondo avvallamento al centro delle palline e inseriamo il picciolo.
Trasferiamo le zucchette su una teglia coperta da carta forno, copriamo e lasciamo lievitare per 30'.
Quando il cuore batte per una zucca, nascono sapori meravigliosi.
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